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"Bianca e roscetta è la carpinetana
Quadrangola è la rocchiciana
Stritta de cinta la bassianese
Sacco de paglia la sezzese"

...Se te la fai la moglie alla Rocca pe dote te la danno la paletta pe spalà la neve quando fiocca.......


... e lo mio amore se ciama Francisco io tengo arenzerato dentro a no fiasco così l'estate me se mantena frisco.


. e lo mio amore se chiama se chiama non te pozzo dì che me se sciupa

... e lo mio amore se ciama Luigi me sembra un garofoletto che va a Parigi...

 

Incontri di primavera
domenica 2 aprile

Fontanile dell'Arco, Roccagorga (LT)

L'incontro in occasioni speciali, nelle fiere, durante le feste è stato nel corso della storia l’unica occasione di scambio fra culture delle piccole comunità lepine.
La "Feria di Santo Luca, o quella della S. Croce" il mercato del bestiame ai Zoccolanti o alle Prata della Rocca, la festa di
S. Erasmo patrono di Roccagorga e di Bassiano, oppure la festa della Madonna della Pace con l'albero della cuccagna.
Erano queste alcune delle poche occasioni di incontro fra la gente durante tutto l'anno.

In queste feste si commerciava, si stipulavano alleanze, ci si conosceva, ci si fidanzava con la bassianese "stritta di fianchi" o con la rocchiciana "fatta a quadrangola", oppure con la sezzese
" fatta a sacco de paglia" o con la carpenetana "bianca e roscetta".
Nascevano i racconti, gli stornelli; magari con un po’ di sfottò.

Oggi, nell'era dei telefonini, di internet, della velocità progresso; tutto questo lo abbiamo perso di vista.
Oppure no!

Forse la voglia di conoscersi e di riconoscersi con la propria gente nella propria terra è rimasta sempre la stessa, nascosta fra le pieghe del nostro essere uomini moderni, forse nutriamo ancora le nostre fronde con le radici che ancora affondano nella terra un pò meno fertile di ieri ma ancora ricca e viva.
Chissà!

Comunque senza darsi troppe risposte ci siamo ritrovati goliardimacamente a passeggiare alla Fontana dell'Arco alla Rocca fra antichi orti di ulivi, fra la gente, incontrandoci e riappropriandoci per un giorno della nostra terra, ancora generosa ma solo con chi la sa rispettare.

Alla fine denanze agli tavolino co le zazicchie secche di Zi Mbertino, la formetta di pecorino, che Mauro sa fatta fa, ma non se po’ dì da chi perché sennò le guardie ce fao la murta. Ce wo la stalla co la camera sterile accomme agli spedalo. Senza te fau la murta.


La minestra rappaca cornuti sicca era bona . Eleonara sa mparata bene a falla comme la facevano le vecchie antiche.
Ci steva puro l'oglio novo che pure io toscanaccio ha ditto ch'è bono.

Che ci wu di più io zippo agli ovo.

Alla prossima.

 

 
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