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Valorizzazione dei beni culturali di Sezze
La valorizzazione e conservazione dei beni culturali di Sezze è uno degli obiettivi principali del Circolo Lepini Legambiente. Perchè crediamo che dopo il fallimento del modello industriale pontino il turismo sostenibile e l'agricultura di qualità siano gli unici strumenti capaci di far tornare a crescere Sezze e le altre comunità lepine.
La realizzazione del convegno sulla chiesa di S. Bartolomeo, preso come esempio di estremo degrado delle risorse storiche della città. La pulizia del sito da parte degli studenti e la stesura, sempre da parte dei ragazzi, di un piano di recupero della chiesa di S. Bartolomeo crediamo siano stati utili a contribuire a migliorare la sensibilità dei cittadini di Sezze verso queste tematiche.

Le varie amministrazioni che si sono succedute al governo di Sezze dal dopoguerra ad oggi non hanno mai creduto alla valorizzazione e alla conservazione dei beni strorici della città come modello di sviluppo. Hanno sempre puntato solo alla cementificazine disordinata e selvaggia del territorio. E' venuta quindi a mancare la creazione della cultura di conservazione delle risorse ambientali e culturali nella classe dirigente. Hanno sempre visto i vincoli paesaggistici e archeologici come ostacoli e non come opportunità. Nonostante l'incuria e la disattenzione crediamo che Sezze abbia ancora delle buone potenzialità di sviluppare un'economia legata alla valorizzazione del territorio attraverso l'attenzione verso i beni culturali ed ambientali.

 
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La chiesa e il convento di San Barotomeo di Sezze - Architettura e storia

Sezze: sabato 14 aprile 2012 presso aula magna ISISS Pacifici e De Magistris si è tenuto il convegno" La chiesa e il convento di San Bartolomeo di Sezze: architettura e storia".  L’iniziativa, organizzata dal Circolo Lepini di Legambiente e Associazione Cammino, in occasione della campagna “Salvalarte” di Legambiente, un'occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sul patrimonio monumentale e culturale di Sezze che oggi vive in gran parte nel più totale abbandono e rischia di scomparire. In questa occasione, si vuole porre l’attenzione sulla chiesa di S. Bartolomeo (popolarmente conosciuta come chiesa di S. Antonio) che, da alcuni anni chiusa al culto perché inagibile a causa di continui crolli, soprattutto delle coperture, presenta una situazione di totale degrado: immondizia diffusa e di vario genere sul sacrato e nei dintorni, scritte policrome su tutta la facciata duecentesca.
La chiesa di S. Bartolomeo, edificata probabilmente nella seconda metà del XIII secolo, era annessa all’omonimo convento (oggi Ospedale civile) abitato dai frati minori conventuali sicuramente prima del 1296, come si evince da un documento che cita, a quella data, il guardiano di S. Bartolomeo di Sezze e un suo confratello, appartenenti all’ordine di frati minori.  Dell’antica struttura oggi restano alcuni elementi inglobati nei muri del convento e soprattutto la facciata romanico-gotica della chiesa, a capanna semplice, rivestita da una cortina di pietre calcaree su cui si apre un portale di forma ogivale, mentre il resto ha subito notevoli modifiche a causa dei continui restauri succedutisi nel tempo; soprattutto di quelli fatti eseguire agli inizi del XVIII secolo dal guardiano p. Filippo Ciammaricone, che trasformarono completamente la chiesa, che fu riconsacrata dal vescovo di Fondi, mons. Filippo Coucci, visitatore apostolico, il 22 giugno 1705.  Passato indenne, anche se con forti difficoltà, attraverso la soppressione napoleonica, il convento venne definitivamente chiuso nel 1873 in virtù delle leggi di requisizione dei beni ecclesiastici e, nel 1880, fu concesso dalle autorità governative al comune di Sezze per sistemarvi l’ospedale civile, ancora oggi esistente.


Fabrizio Paladinelli - Circolo Lepini Legambiente


Anna Giorgi - dirigente ISISS Pacifici e De Magistris

Valentina Romoli - vice presidente Legambiente Lazio

Pio Franciesco Pistilli - Dipartimento di Storia dell’Arte, Università di Roma “La Sapienza

Studentessa IV A ragioneria Mercurio

Pier Luigi De Rossi - Archivista

Marco Cavietti, Università di Roma “La Sapienza”


Giancarlo Onorati - curatore progetto Semata

Luigi Figacci - Sopraintendente per i Beni Storici, Artistici ed Entoantropologici per le provincie di Bologna, Ferrara, Forlì/Cesena, Ravenna e Rimini

 
 
 
 
 
Giornata di pulizia della chiesa di San Bartolomeo
Sezze: 21 aprile 2012 i ragazzi della classe classe 4 Mercurio Ragioneria ISISS Pacifici e De Magistris, coordinati dalla professoressa Valentina De Angelis in collaborazione con il Circolo Lepini Legambiente e ass. Cammino e S.P.L. di Sezze. Hanno pulito l'area del sagrato della chiesa di S. Bartolomeo. Un'azione oggettiva scaturita dalla volontà dei ragazzi dopo il convegno svoltosi il 14 aprile presso la la loro scuola.
I ragazzi lavoreranno nell'anno scolastici 2011/2012 e 2012/2013 alla realizzazione di un piano di investimento finanziario per il recupero della chiesa di San Bartolomeo che presenteranno all'amminstrazioni comunale di Sezze.

 

   
Presentazione del piano di recupero della chiesa di S. Bartolomeo

Sezze - aula consigliare: 31 maggio 2013 a distanza di poco più un anno dal convegno tenutosi il 14 aprile 2012 presso l'ISISS Pacifici e De Magistris di Sezze sullo stato di conservazione della chiesa di San Bartolomeo.
I ragazzi della V Mercurio di Ragioneria dell'ISISS, coordinati dalla professoressa Valentina De Angelis in collaborazione del Circolo Lepini di Legambiente e l'ass. Cammino hanno presentato al sindaco del comune di Sezze Andrea Campoli un piano di recupero per la chiesa di S. Bartolomeo di Sezze.
L'indirizzo di studio scelto da questi ragazzi potrebbe portarli nella loro prossima vita lavorativa a gestire la parte finaziaria di progetti di recupero di beni culturali. Sensibilizzarli verso queste tematiche è stato l'obiettivo principale che ha spinto le associazioni promotrici del progetto a a proporre proprio a loro la realizzazione di questa attività.

Un sentito rinraziamento ai ragazzi della Va Mercurio di Ragioneria e alla loro insegnante Valentina De Angelis che li ha coordinati per l'impegno e la passione che hanno messo in questa attività.
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