Escursione alla Preta digli Trasoro, Fonte della Chitara e grotta utilizzata dagli sfollati durante il secondo conflitto mondiale.
Data escursione: 22 maggio 2010
Appuntamento: presso il ristorante Battocchio
Inizio percorso: ore 9:30
Fine percorso: ore 12:30 circa
Scheda tecnica
Lunghezza percorso: Km 2 circa
Durata totale percorso: h2:30
Difficoltà: E/T
Vestiario ed attrezzature: scarpe da trekking o scarpe da ginnastica antiscivolo, abbigliamento comodo, K-way (zona ventosa), torcia tascabile per chi vorrà entrare nella grotta.
Descrizione:
La Preta degli Trasoro è una stele di roccia naturale alta circa 4.5 m che si trova lungo l’antica mulattiera che dall’Anfiteatro raggiungeva il lago delle Mole Muti.
Sulla stele è incisa un’iscrizione funeraria dedicata al Caio Licinius risalente al I secolo D.C.
(H. H. Armstrong fa risalire l’iscrizione all’età repubblicana in base alla tipologia di caratteri usati).
Secondo la tradizione sotto il pretore Licinius fu martirizzata Santa Pareasceve.
L’iscrizione ha da sempre fatto parte della cultura popolare sezzese, almeno fino al primo dopoguerra quando l’antico tratturo è stato abbandonato a causa dello sviluppo del trasporto su gomma dal quel momento in poi è iniziata a perdesi fra le pieghe della nostra memoria collettiva.
Successivamente il tratturo è stato interrotto dal muro di cinta realizzato dalla provincia di Latina per farne quello che oggi conosciamo come Anfiteatro.
Dopo la visita alla stele proseguiremo verso est per qualche centinaio di metri fino a raggiungere la Fonte della Chitara.
Secondo la tradizione un pastore sezzese, quando a Sezze arrivava il mare, innamoratosi della figlia di un pescatore, il cui padre non né volle sapere di darla in sposa al pastore.
Per la disperazione scolpì sulla roccia una chitarra affinché l’acqua che ne sgorgasse cantasse per il suo perduto amore.
Dopo la Fonte della Chitarra continueremo ancora a camminare verso ancora verso est fino ad una grotta dove durante la seconda guerra erano sfollate alcune famiglie sezzesi. Entreremo nella caverna per renderci conto meglio delle condizioni di vita degli sfollati (consigliamo una torcia tascabile).
Dopo la visita alla grotta ritorneremo indietro lungo lo stesso percorso dell’andata.
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