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NO al nucleare |
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Di Marco Omizzolo coordinatore provinciale di Legambiente |
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Dunque riprendiamo la battaglia contro il nucleare. Ripartiamo con l’entusiasmo di chi conduce da anni battaglie, spesso anche pericolose, in favore di un mondo più pulito, che significa anche più sicuro, più moderno, più solidale, più ecosostenibile. Una battaglia che sembrava vinta per sempre con la vittoria referendaria antinucleare del 1987 (espressione diretta della volontà popolare che fino a prova contraria in un sistema democratico dovrebbe essere sovrana) e che invece si riapre per responsabilità del Governo Berlusconi, nuclearista e referente politico di potentissime lobby economiche, finanziarie, politiche e militari transnazionali. Legambiente riprende una battaglia contro il nucleare che ci ha visto protagonisti, a Latina in particolare, e lo fa con la determinazione, il coraggio e la scientificità che la qualificano da anni. L’occasione è il passaggio del TrenoVerde e il relativo convegno organizzato dal circolo Arcobaleno di Latina dal titolo “Il nucleare riparte da Latina?Verso un coordinamento per il clima e contro il nucleare delle associazioni di Latina e provincia”. I lavori sono stati coordinati da Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, aperti con una relazione di Alessandro Loreti, presidente del circolo Arcobaleno e conclusi da Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente. |
All’iniziativa hanno partecipato uomini e donne qualificate che hanno, con competenza e passione, dimostrato l’inconsistenza scientifica delle tesi dei nuclearisti e i pericoli ai quali il territorio e i cittadini sarebbero, ancora una volta, sottoposti, qualora, sciaguratamente, venisse riaperta la centrale nucleare di borgo Sabotino. È stata inoltre l’occasione per rilanciare la proposta di un “coordinamento provinciale per le energie rinnovabili e contro il nucleare” capace di comprendere il mondo dell’associazionismo, i diversi movimenti e comitati territoriali, sindacati, istituzioni locali, partiti politici, uomini e donne preoccupate per il futuro loro e delle future generazioni; insomma tutti coloro che non credono alle storielle del Governo Berlusconi e del suo ministro nuclearista Scajola. È giunto dunque il tempo, anche in questa provincia, di organizzarci e lavorare, uniti, perché questo territorio abbia una forte impronta ecologista e non torni ad ospitare una servitù drammaticamente pericolosa e dannosa come la centrale nucleare di borgo Sabotino. |