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Osservazioni al PUCG del Comune di Sezze

Dopo un'attenta analisi del Piano Urbanistico Comunale Generale del comune di Sezze il coordinamento provinciale di Legambiente ritiene che la proposta avanzata e in discussione di nuovo piano regolatore città di Sezze (LT), adottato con atto di c.c. n. 18/12 del 16 marzo 2012 debba essere respinta perché gravemente incompleto, non conforme alle leggi vigenti e responsabile di consumo sproporzionato di suolo e di grave compromissione del sistema imprenditoriale agricolo circostante.

[...] Per le ragioni anzidette, la conclusione indicata nell'elaborato tale per cui, “attribuendo una media di circa 90 mc per ogni stanza si ricava un fabbisogno relativo all'edilizia residenziale pari a circa 1.992.000 mc”, risulta non fondata statisticamente e metodologicamente, sovrastimata e non giustificabile ai fini di un carico sovradimensionato come quello previsto dal piano indicato. Conseguentemente con quanto espresso, si chiede, per i punti indicati, di rigettare la proposta di nuovo piano regolatore del Comune di Sezze negli aspetti relativi al fabbisogno previsto per nuova edilizia residenziale.

All'analisi del piano risulta ancora che le aree selezionate per la prevista nuova realizzazione di edilizia residenziale indicate nella leggenda di piano come C2 – C3 risultano attualmente classificate secondo il PTPR adottato nell'ambito del sistema del paesaggio naturale come “area di paesaggio naturale agrario”. Si ricorda che l'art. 63 delle norme del PTPR adottato, consente la variante di strumenti urbanistici vigenti unicamente nel caso in cui le aree interessate dalla variante stessa ricadano contemporneamente (punto a.) “in aree di scarso pregio paesistico classificate dal PTP vigenti con il livello minimo di tutela secondo le indicazioni e come definite e individuate ai sensi dell'art. 27 bis della lr 24/98 dalla ricognizione effettuata con la DGR n.601 del 26.09.2006 (BURL 30.11.2006 n.33)”, (punto b.) “nei seguenti paesaggi del PTPR adottato: paesaggio urbano e in evoluzione; paesaggio agrario di continuità, agrario di valore, agrario di rilevante valore o, nel caso ricadano in altri paesaggi individuati dal PTPR esclusivamente se immediatamente a ridosso delle aree urbanizzate perimetrate dal PTPR”. Alla luce di quanto sopra indicato dalla legge ci risulta che le aree previste per la variante in oggetto non risultino affatto comprese in nessuna delle due tipologie indicate al punto a. e al punto b. Giova ricordare che il livello di tutela previsto dal PTPR nelle aree calssificate come “paesaggio naturale agrario” (art. 22) è volto alla conservazione integrale degli inquadramenti paesistici mediante l'inibizione di iniziative di trasformazione territoriale e in linea subordinata alla conservazione dei modi d'uso agricoli tradizionali. Nello specifico, per quanto riguarda l'uso di tali aree per attività di urbanizzazione (tab. b, punto 2 dell'art. 22 del PTPR) gli interventi di ristrutturazione urbanistica non sono compatibili. È necessaria invece la conservazione dei tessuti urbani e della rete viaria esistente, compatibili con la salvaguardia del paesaggio agrario. Per quanto riguarda l'uso residenziale di tali aree (tab. b, punto 3 dell'art. 22 del PTPR) non è consentita la costruzione di nuovi manufatti fuori terra o interrati, compresi interventi di demolizione e ricostruzione non rientranti nella lettera d del DPR 380/01. Per quanto riguarda l'uso infrastrutturale (tab. b, punto 7 dell'art. 22 del PTPR), non è consentita la realizzazione di nuova viabilità locale.

Sulla base di quanto sopra esposto, stando agli strumenti urbanistici adottati e come da normativa previsto, anche in ragione del fatto che le opere urbane in progetto non risultano affatto compatibili con le caratteristiche ambientali ed economiche del sito, sacrificandone in maniera sensibile le componenti naturalistiche e naturale vocazione agricola e imprenditoriale e della vacuità degli studi presentati, compresi taluni errori grossolani di natura urbanistica e statistica, 

SI RITIENE

che la proposta avanzata e in discussione di nuovo piano regolatore città di Sezze (LT), adottato con atto di c.c. n. 18/12 del 16 marzo 2012 debba essere respinta perché gravemente incompleto, non conforme alle leggi vigenti e responsabile di consumo sproporzionato di suolo e di grave compromissione del sistema imprenditoriale agricolo circostante.

Il Presidente del circolo Larus Legambiente di Sabaudia e coordinatore provinciale
                                                                                                       Dott. Ric. Marco Omizzolo