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Da Madonna della Pace a Villa Le Grotte

Da Madonna della Pace a Villa Le Grotte
26 febbraio 2017
Escursione organizzata dal Comitato per la valorizzazioe dei beni archeologici e culturali di Sezze e dal Circolo Arcobaleno Pontino di Legambiente
Escursione gratuita
Da Sezze alla villa romana le Grotte

Scheda tecnica:
Partenza: Sezze - Via Madonna della Pace (sagrato)
Arrivo: Villa le Grotte S.R.156 dismessa Km 36
Distanza: Km 6
Data escursione: 26 febbraio 2017
Partenza ore 9:00
Ritorno ore 13:30(circa)
Dislivello discesa: m 250
Difficoltà: T/E
Tipologia terreno: sentiero/sterrato
Attrezzatura: Scarpe antiscivolo (impermeabili) abbigliamento anti-pioggia, acqua al seguito.
Note: percorso in discesa. Al ritorno verranno utilizzate auto lasciate in precedenza all'arrivo
Per info: Fabrizio 3334422605 - Lidano 3404039550

Descrizione
[Questo descritto in queste righe è uno degli antichi tratturi che collegavano Sezze alla Pianura. A causa della natura impervia del terreno questi luoghi sono rimasti fuori delle dinamiche del cemento selvaggio che hanno interessato il territorio dagli anni settanta ad oggi. Per questo motivo sono rimasti praticamente integri e ricchi di testimonianze archeologiche che li rendo adatti alla fruizione turistica.]

Dal sagrato della Chiesa di Madonna della Pace a Sezze si scende lungo la Via Setina. L'antica strada che collegava Sezze alla Pianura. Dopo un breve tratto di asfalto si percorre una sterrata ai cui bordi sono visibili i resti di manufatti appartenenti alle tombe di epoca romana che costeggiavano la strada. Al primo tornante si incontra il rudere della chiesa dedicata a S. Sossio (S. Sosso) subito dopo c'è un'antica torre difensiva di epoca romana costruita con mura megalitiche.
Un centinaio di metri dopo si lascia la strada e si sale per un centinaio di metri all'interno di orti di olivi fino a raggiungere il bordo del pendio che si affaccia su Valle della Cune (Cunnula) di fronte si vedono chiaramente le grotte preistoriche Riparo Roberto e Grotta Iolanda. Poco distante da questo belvedere si raggiungono i resti di una villa romana dove sono visibili i resti di muri che delineano ambienti residenziali e a poca distanza si trova un antico pavimento di pertinenza della villa romana semi sepolto da erbe. Tornati sui nostri passi si prosegue lungo la discesa lungo la Via Setina incontrando resti di basolato romano e paracarri della stessa epoca che delimitano la strada. Al tornate successivo troviamo i ruderi della Chiesa della Madonna dell'Appoggio e subito dopo una seconda torre difensiva simile a quella incontrata precedentemente.
Si continua a scendere fino ad incrociare la moderna strada asfaltata che porta a Sezze (Coste). Sull'incrocio c'è l'ingresso della Cava dismessa al cui interno sono state ritrovate orme di dinosauro la cui scoperta ha cambiato i libri di paleontologia poiché si credeva che questo territorio fosse fondale marino. Questa scoperta ha dimostrato invece che era terra emersa dove era possibile la vita dei dinosauri, sauropodi e teropodi.
Attraversata la strada asfaltata si continua lungo la Via Setina fino ad incrociare la SR156 dismessa. Da qui osservando il primo tornante della strada che porta a Sezze, è possibile vedere i resti di una villa romana immersa nella fitta vegetazione denominata Villa a Terrazze.
Si attraversa la SR156 è all'inizio della Migliara 45 si cammina parallelamente alla SR156 dismessa lungo l'argine destro del Torrente Brivolco per circa Km 2. Si lascia l'argine del torrente e si raggiunge, attraverso un ponte, la SR156 dismessa, si svolta a destra e dopo circa m 200 si arriva a Villa le Grotte.
La villa si estende per circa m2 3000 è un grande complesso di carattere residenziale organizzato su due terrazzamenti, riferibile al I° secolo a.C.. Il basamento comprende una serie di dodici ambienti sostruttivi in opera incerta, comunicanti attraverso passaggi, addossati al pendio del Monte Trevi e aperti sulla fronte con arcate a tutto sesto.
Le murature presentano seghi di rifacimenti successivi per nuove destinazioni d'uso, il consistente dei quali databile nel II° secolo d.C.
Sul piano superiore rimangono alcuni resti in opera incerta di due criptoportici paralleli con ambienti retrostanti e di un interessante ninfeo a pianta rettangolare alimentato da una vicina cisterna.
A fine escursione si raggiungerà in auto il punto di partenza.