COPENAGHEN (Danimarca): 7-18 dicembre 15a Conferenza Onu sul Clima. 190 paesi si riuniranno per ratificare un accordo per fermare i cambiamenti climatici ormai diventati un’emergenza planetaria.
Dall’inizio dell’industrializzazione ad oggi la temperatura media della terra è aumentata di 0,7°C e non si dovrà superare un aumento di 1,5-2,0°C (picco previsto entro il 2015) per non avere conseguenze irreversibili per il pianeta.
Per raggiungere questo obiettivo sarà necessario diminuire la quantità di CO2 immessa in atmosfera entro il 2015 fino a 350ppm oggi è a 380ppm ed è l’aumento maggiore degli ultimi 400 mila anni.
Questi i presupposti su cui si dovrà lavorare nella Conferenza di Copenaghen.
Secondo il ministro dell’ambiente indiano J. Ramesh l’incontro di Copenaghen sarà un fallimento se non ci saranno date basate su stime realistiche che non tengano conto delle esigenze dei paesi emergenti. Non è escluso l’abbandono del tavolo delle trattative da parte dell’India, ha dichiarato il ministro indiano.
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Prima ancora che inizino i lavori è già scontro sulla bozza di accordo danese e l’India.
Nella proposta danese si parla di un picco massimo di CO2 nel 2020, mentre l’India, con l’appoggio di Cina, Sud Africa e Brasile Corea del Sud, non intende sottoscrivere un trattato dove siano indicate date precise.
I paesi emergenti arriveranno a Copenaghen con una loro bozza di accordo dove verrà indicata come data del picco di CO2 il 2050, contro il 2020 della proposta danese.
I paesi emergenti proporranno, un metodologia di calcolo, per il taglio delle emissioni che non tenga conto del totale di CO2 ma venga calcolata sulla quella prodotta pro capite. Soluzione questa che non piace ai paesi industrializzati.
L’UE per combattere il riscaldamento globale arriverà alla Conferenza con il pacchetto 20-20-20 (20% efficienza energetica, 20% taglio di emissioni, 20% energie rinnovabili) obiettivi da raggiungere entro il 2020.
Questo lo scenario a pochi giorni dall’inizio della Conferenza di Copenaghen e tutto fa presupporre che siano le condizioni per arrivare ad un accordo dove vengano tenute in considerazione le esigenze di tutti paesi, industrializzati ed emergenti. |