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Ucciso un lupo tra Maenza e Carpineto
Solo l'istituzione del Parco Naturale Regionale dei Monti Lepini può garantire la protezione della fauna e tutela della pastorizia.

MAENZA- in località Acqua ai Fichi è stato rinvenuta la carcassa di un esemplare di lupo ucciso e poi appeso ad una recinzione.
L'articolico, pubblicato su un quotidiano locale, recita che finalmente è arrivata la prova che i lupi esistono sui Lepini e che i pastori a fronte di greggi decimate ora ricevono giustizia da questa prova inconfutabile non essendo stati mai creduti dalle autorità.
Chi conosce i Lepini sa che i lupi non sono mai scomparsi da queste montagne e che vengono regolarmente risarciti i pastori dalla provincia che subiscono danni dalla fauna selvatica.
Chi sa, sempre, dei Lepini sa che è necessario proteggere il lupo, ma ancor di più sa che è necessario proteggere la pastorizia.
Il mestiere di pastore rischia di scomparire è necessario proteggere ed aiutare i pastori, garantendo loro la tipicità della propria produzione ed anche dandogli la possibilità di proteggere le greggi dagli attacchi degli animali selvatici.

 

I mezzi tecnici ci sono, finanziabili con fondi comunitari, reti elettrificate per stazzi mobili che funzionano a batterie ricaricate con i pannelli solari, razze canine capaci di contrastare gli attacchi dei lupi.
Quello che manca è una gestione del territorio attenta ai bisogni di chi vive di montagna da secoli.
L'unico modo per proteggere la pastorizia e la fauna selvatica è l'istituzione del Parco Naturale Regionale dei Monti Lepini, l'unica istituzione che potrebbe riuscire a raccogliere le risorse necessarie per garantire uno sviluppo sostenibile del territorio.
Non serve a nessuno gridare a lupo a lupo senza proporre qualcosa di concreto.